venerdì 26 ottobre 2007

Momenti di sconforto

Paolo Gentiloni (attuale Ministro delle Comunicazioni) sul suo blog scrive: "[...]il disegno di legge sull'editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto[...] Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog[...]".
A sua volta Antonio Di Pietro (attuale Ministro delle Infrastrutture) aveva scritto: "[...]Nell’ambito di questi provvedimenti, è stato inserita una norma presentata come atta a ridurre gli emolumenti all’editoria pubblica, per migliorare il mercato dell’informazione. Tutti l’abbiamo approvata. Solo dopo, e solo grazie a Grillo e al suo blog, si è venuto a sapere che quel provvedimento contiene norme volte a impedire a tutti i blogger, a tutto il mondo della Rete, di informare ed informarsi liberamente. Anche al Consiglio dei Ministri bisogna pensarci due volte prima di dire sì. Questa è una lezione che ora ho imparato. Io e altri ministri abbiamo ammesso di essere stati male informati: Gentiloni, Pecoraro Scanio, io, Mussi ed altri abbiamo preso atto che questa legge sia da rivedere.[...]".
Sinceramente non c'è molto da aggiungere, il tutto si commenta da solo. Mi vergogno per loro.

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