martedì 16 ottobre 2007

La sottile linea rossa

Ultimamente facevo una riflessione sugli stipendi attuali attraverso un confronto lira/euro; pensavo: solo 5 anni fa percepire uno stipendio da 2 milioni di lire circa garantiva una sensazione di benessere, mentre oggi uno stipendio da mille euro è considerato quasi da fame. Mi sono chiesto come può essere accaduto ed ovviamente mi sono risposto che sebbene tutti i costi siano cambiati dall’avvento dell’euro, gli stipendi sono rimasti intatti. Riflettevo, allora, che una soluzione neanche tanto rivoluzionaria dovrebbe prevedere l’adeguamento degli stipendi al costo attuale della vita, o no? Mentre divagavo con la mente ho letto che il sindacato minaccia uno sciopero se non viene ripristinato l’accordo sul welfare, ovvero se non vengono cancellate le misure introdotte in fase di modifica dell’accordo. Questo l'oggetto del contendere, dal sito di repubblica:
"[...]Per i contratti a termine, dopo i primi 36 mesi è previsto un solo rinnovo, da stipulare davanti ad un esponente sindacale delle sigle più rappresentative. Salta il tetto ai lavori usuranti (in origine 5.000 l'anno), ma il fondo per il momento resta invariato. Viene introdotta la "cassa integrazione ambientale", ovvero si estende l'utilizzo degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori delle aziende in difficoltà per crisi ambientali.[...]"

Ed io che credevo che questo fosse il "minimo sindacale" per accettare un accordaccio del genere….

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